Ci sono
io in questo pezzo, nuda e cruda.
Forse non vi piacerà, ma ammetto che in questo preciso istante non è la mia massima preoccupazione.
Forse non vi piacerà, ma ammetto che in questo preciso istante non è la mia massima preoccupazione.
Perché tutti abbiamo una vita fuori da questa connessione, una vita bella o
brutta, facile o difficile, che se proprio non ci distrugge, ci rende ogni
giorno più forti e tenaci.
E ogni tanto, lo dico, non me ne frega di nessuno se non di me.
Sono arrivata qui perché dopo aver consigliato a chiunque di parlare sempre, nel bene e nel male, dopo aver costretto ogni amico che abbia attraversato la mia esistenza a esplodermi in faccia i suoi problemi, invece di far logorare solo il suo di fegato, sono stata io ad aver taciuto cose dentro lo stomaco, fino a farmi molto male.
Quindi ci sono io che me ne sto qua, in piedi e al buio, con una luce sopra di me a illuminarmi davanti i vostri occhi.
E quella luce sono le parole che state per leggere – quelle che forse non vi piaceranno – e che forse vi faranno capire meglio chi sono.
Al di sotto delle parole, in profondità.
E ogni tanto, lo dico, non me ne frega di nessuno se non di me.
Sono arrivata qui perché dopo aver consigliato a chiunque di parlare sempre, nel bene e nel male, dopo aver costretto ogni amico che abbia attraversato la mia esistenza a esplodermi in faccia i suoi problemi, invece di far logorare solo il suo di fegato, sono stata io ad aver taciuto cose dentro lo stomaco, fino a farmi molto male.
Quindi ci sono io che me ne sto qua, in piedi e al buio, con una luce sopra di me a illuminarmi davanti i vostri occhi.
E quella luce sono le parole che state per leggere – quelle che forse non vi piaceranno – e che forse vi faranno capire meglio chi sono.
Al di sotto delle parole, in profondità.
Cose che anche io sto facendo
difficoltà ad accettare e analizzare.
Sono una peccatrice e sono stata cattiva tante volte.
Ma ci sono anche cose di me che neanche io so di aver fatto, eppure ci sarà
sempre gente che le andrà dicendo.
Non mi sono comportata bene con persone che mi avevano dato chance di
dimostrare quello che valgo. Ergo, sono giustamente convinte che io sia una
nullità parecchio stronza.
E ne hanno tutte le ragioni, principalmente perché troppe volte la pigrizia, sia di spiegare tutto che di dimostrare a quelle persone che si sbagliavano, mi ha portata a fregarmene e andare avanti per la mia strada.
Ho fatto cose di cui non vado fiera e cose di cui vado parecchio orgogliosa. Cose, entrambe, che mi fanno pensare “Come diavolo è potuto succedere?”.
Ho mentito spesso, almeno altrettante volte ho detto la verità e non sono stata creduta.
Ho detto verità scomode e bugie che mi hanno portata a farmi odiare.
Sono stata ingenua e sono caduta in trappole che mi hanno messa nella merda vera.
Ho dato tanto e ricevuto poco, mai pretendendo, magari chiedendomi perché agli altri certi atteggiamenti non venissero spontanei come a me; e quando poi è stato il momento contrario, di ricevere e basta, mi sono comportata esattamente come quelli che si erano fatti detestare da me, trovando una risposta alla mia domanda.
Ho fatto finta di non vedere.
Sono stata maleducata e un paio di volte ho bestemmiato in direzione di un Dio in cui non so più se credere, perché è nella mia forza che credo di più.
Ho deluso amiche, per la mia assenza, per stupide pretese, e forse principalmente perché esigevo vivessero come io ritenevo giusto; perché non sono mai stata capace di comprendere il vivere senza motivo, senza porsi tante o troppe domande.
Ho sbagliato e non ho imparato la lezione.
Ho infranto dei cuori e segnato uomini che di me non avranno affatto bei ricordi.
Ho finto di credere, immagazzinando.
Ho detto di sì, quando la risposta vera era un no. Ho detto forse, ed era ciò che intendevo sul serio: delle volte non ho ben chiara la via da percorrere.
Sono stata geisha, anche quando il mio animo urlava come quel tizio del quadro.
Ho voluto certezze e non è ho avute… e che cavolo ne sarà di me nei prossimi mesi non ne ho davvero idea.
Non mi fido del tutto di me stessa.
Non sono stata una donna facile con cui stare. Una che ogni tanto urla, che non sta zitta perché è comodo, che vuole libertà invece di dipendenze, che si rifugia in silenzi, che mette alla prova, che priva di pazienza anche la persona più pacata al mondo, disordinata e tendenzialmente disorganizzata, una che tende al comando, alla supervisione e richiede parecchie cure.
Ora fate ciò che volete di queste mia consapevolezza, probabilmente queste parole serviranno più a me.
E ne hanno tutte le ragioni, principalmente perché troppe volte la pigrizia, sia di spiegare tutto che di dimostrare a quelle persone che si sbagliavano, mi ha portata a fregarmene e andare avanti per la mia strada.
Ho fatto cose di cui non vado fiera e cose di cui vado parecchio orgogliosa. Cose, entrambe, che mi fanno pensare “Come diavolo è potuto succedere?”.
Ho mentito spesso, almeno altrettante volte ho detto la verità e non sono stata creduta.
Ho detto verità scomode e bugie che mi hanno portata a farmi odiare.
Sono stata ingenua e sono caduta in trappole che mi hanno messa nella merda vera.
Ho dato tanto e ricevuto poco, mai pretendendo, magari chiedendomi perché agli altri certi atteggiamenti non venissero spontanei come a me; e quando poi è stato il momento contrario, di ricevere e basta, mi sono comportata esattamente come quelli che si erano fatti detestare da me, trovando una risposta alla mia domanda.
Ho fatto finta di non vedere.
Sono stata maleducata e un paio di volte ho bestemmiato in direzione di un Dio in cui non so più se credere, perché è nella mia forza che credo di più.
Ho deluso amiche, per la mia assenza, per stupide pretese, e forse principalmente perché esigevo vivessero come io ritenevo giusto; perché non sono mai stata capace di comprendere il vivere senza motivo, senza porsi tante o troppe domande.
Ho sbagliato e non ho imparato la lezione.
Ho infranto dei cuori e segnato uomini che di me non avranno affatto bei ricordi.
Ho finto di credere, immagazzinando.
Ho detto di sì, quando la risposta vera era un no. Ho detto forse, ed era ciò che intendevo sul serio: delle volte non ho ben chiara la via da percorrere.
Sono stata geisha, anche quando il mio animo urlava come quel tizio del quadro.
Ho voluto certezze e non è ho avute… e che cavolo ne sarà di me nei prossimi mesi non ne ho davvero idea.
Non mi fido del tutto di me stessa.
Non sono stata una donna facile con cui stare. Una che ogni tanto urla, che non sta zitta perché è comodo, che vuole libertà invece di dipendenze, che si rifugia in silenzi, che mette alla prova, che priva di pazienza anche la persona più pacata al mondo, disordinata e tendenzialmente disorganizzata, una che tende al comando, alla supervisione e richiede parecchie cure.
Ora fate ciò che volete di queste mia consapevolezza, probabilmente queste parole serviranno più a me.
Cerco di impegnarmi per cambiare sempre, guardo il cielo e un fiore in mezzo al cemento con la stessa espressione, mi annoio con dannata facilità, desidero e agisco, sono una che ultimamente soffre tanto e che piange più di quanto vorrebbe. Che vive intensamente, soprattutto i momenti brutti.
Sono un’umana che riconosce il suo passato e che se lo trascina addosso con difficoltà, sotto sorrisi e sciocchezze di facciata.
Sono
una peccatrice e sono stata cattiva tante volte.
Dentro
di me c’è nebbia, ci sono stelle, ci sono sguardi verso il futuro, voglia di
miglioramento, amore, vari abbandoni, ricordi pesanti, cicatrici dell’anima e
della pelle, passione a gogò, voglia di sublime, verità, pensieri, volontà e
tante stupidissime paure.
Sotto
alla mia pelle e alla mia carne rossa però batte un cuore come in tutti voi.
Ecco.
Ero stufa di nascondermi.

E cos'hai di terribile? Tutti hanno fatto cose cattive, hanno mentito, hanno sbagliato, se ne sono fregate e molte altre cose. Solo che non lo dicono. Io in passato non sono stata una Santa e non lo sono nemmeno ora. E credo che lo siano in pochi. Sei umana e gli umani sbagliano. A volte si pentono, a volte no. A volte CI pentiamo e alle volte no.
RispondiEliminaPurtroppo tutti sbagliamo. Se dovessi fare un elenco delle cose di cui mi sono pentito, sarebbe lunghissimo.
RispondiEliminaComunque è ammirevole il fatto che tu le riconosci, e lo devi usare come punto di partenza.
Io ho sbagliato tanto coi miei genitori, negli ultimi anni sto cercando di "recuperare" proprio ricordando ogni volta gli errori passati.
Se Dio ci concede ciò che gli chiediamo, è un ulteriore motivo per sfruttare la sua benevolenza al fine di essere migliori di ciò che siamo stati.