lunedì 18 marzo 2013

Di quel che ne sarà di noi


Una delle cose che odio della condizione umana è il non sapere mai quello che ti capiterà, proprio come una scatola di cioccolatini.
Una delle cose che ho desiderato da piccola, soprattutto dopo le prime lezioni di religione, era poter morire giusto un attimo sufficiente a vedere se il paradiso esiste, per poi tornare in vita e continuare a vivere serenamente con quella certezza. Il dubbio, l’avrete capito, è un altro di quegli attributi dell’esistenza umana che non mi sono mai piaciuti, ma che crescendo ho imparato ad accettare. 

I cambiamenti invece non mi hanno mai spaventata; le evoluzioni nemmeno, perché ho sempre visto quel termine come parallelo al concetto di miglioramento.
Non so quello che succederà nei prossimi tre mesi, ma sono pronta.

Inchiostro Bianco chiude fino al 16 giugno.

L’unica cosa che resterà attiva, perché si tratta di vero e proprio lavoro, è la mia collaborazione con Letteratu.it: troverete la mia rubrica Letteralmente il meglio sul loro sito fino a quella data, ogni lunedì dopo le 11 e sotto la categoria Il Meglio; lì potete leggere anche l’articolo di oggi.

La pagina di Facebook non verrà più aggiornata durante questi tre mesi, ma non chiuderà. Il ProgettoLibri&Film, per cui è possibile anche autocandidarsi, ripartirà da martedì 18 giugno; chiedo venia per questo slittamento a coloro che hanno già inviato le loro opinioni.

Si tratta di una sospensione.  
  

sabato 16 marzo 2013

È già stato scritto? - 6


Il libro della scorsa settimana era:
La bisbetica domata
di William Shakespeare

Indovinato da Mario, che sale a due punti.

Riuscite a indovinate chi voglia essere Pi, il personaggio immaginario, e quale sia il titolo del libro?
Attenzione: dovete nominare entrambe le cose, perché il personaggio potrebbe non parlare sempre dal punto di vista del protagonista...


Clicca sull'immagine per leggere meglio il testo! ;)
  

giovedì 14 marzo 2013

66 parole - Essere abbastanza


Oggi è una di quelle giornate in cui vorrei essere migliore di quello che sono. Uno di quei giorni in cui non mi sento sufficientemente *inserire qualsiasi aggettivo positivo*.
La chiave è sempre quella parola: abbastanza.
Forse sarà anche che ho una febbre tremenda e ho voglia di lagnarmi come una bambina che si fa un taglietto e va dalla mamma per farsi dare un bacino.
    
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